I Miei Libri

 Lucio Sandon

Animal Garden era il nome di un ambulatorio aperto in una cittadina a sud di Napoli  agli inizi degli anni ottanta, da un giovane veterinario amante dei film di John Landis e John Belushi.

Dopo pochi anni, tale nome fu sostituito da quello del titolare, stanco di sentirsi chiamare “dottor Gardenia” dai clienti, e sintetizza le avventure più comiche che tragiche del giovane professionista e delle sue belle e brave assistenti Marisa e Alessandra, tra tigri socievoli, leopardi assassini, cani e gatti burloni, padroni folli, nobiluomini generosi e tutta l’umanità che popola quella terra benedetta da Dio, che gli uomini cercano di rovinare e va sotto il nome di Vesuvio Felix. Con delicata ironia, le sfumature di diciotto racconti, grotteschi persino per il protagonista, impegnato a scrivere il suo diario di fatti ed episodi quotidiani.

In ogni racconto vi è un riferimento ad un luogo o una dimora storica dell’ambito vesuviano


VESUVIO FELIX

Si tratta del seguito del libro “Animal Garden” ed è composto di tredici racconti ed un’introduzione.

Il protagonista del libro è un giovane veterinario, il dottor Gardenia, un veneto doc trapiantato alle pendici del Vesuvio ed innamoratosi perdutamente dei luoghi e delle usanze. Nelle sue avventure in quella realtà difficile ma meravigliosa della provincia napoletana, viene assistito dalle sue belle collaboratrici Marisa e Alessandra, mentre in alcuni dei racconti compaiono anche la moglie e Filofteia, la fedele domestica rumena. Il filo conduttore dei racconti è l’attività professionale del protagonista, dai primi passi ai giorni nostri, nel teatro del golfo di Napoli.

In ogni racconto, vi è il riferimento ad un luogo storico della zona vesuviana con curiosità storiche poco note al pubblico, e spesso viene descritta una pietanza tipica della stessa terra, il tutto velato di  autoironia e con uno sguardo divertito verso la natura  ed anche verso le persone  con cui il protagonista viene a contatto, siano essi ricchi armatori o poveri derelitti.

In uno dei racconti, “Deserto” le voci narranti sono quelle delle due assistenti, in un altro “Leggero appetito” invece, è un grosso gatto ricoverato in clinica e rapito da una stralunata ammiratrice, a narrare le sue vicende. “Cavalli di Bronzo” descrive una buffa situazione di disagio mentale, che invece in “In nome del padre” è descritta in modo più amaro e grottesco, mentre in “Languedoc”, “San Gennaro Blues” e “L’Isola dell’Imperatore”, i protagonisti sono ricchi gentiluomini o gentildonne straniere.


Il trentottesimo elefante

Questo libro è un intreccio di storie d’amore: l’amore di un astuto e feroce condottiero per  il proprio bambino,  minacciato da una crudele tradizione.  L’amore del moderno protagonista, inconsapevole strumento di una divinità feroce, verso il proprio figlio medico, minacciato da un gruppo di terroristi. L’amore di un bambino per il suo asinello, l’amore di una donna violata verso chi le ha salvato la vita, e poi l’amore più semplice, quello di un uomo per la sua donna.

Tecnicamente non è un romanzo storico. Non è un romanzo d’amore, né un giallo classico né un thriller, tantomeno un noir o un romanzo di avventura. Allora cos’è? E’ un qualcosa di diverso che riassume tutti questi generi che tuttavia rimangono, intatti, all’interno del libro, senza contaminarsi né svilirsi, ma anzi prendendo forza l’uno dall’altro.

Il racconto si articola su diverse scansioni loco-temporali, che vanno man mano  ricongiungendosi nel finale. La prima scansione è nel presente. Il protagonista, che racconta in prima persona è un ufficiale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Poggioreale, il quale rinviene all’interno di un bidè appena comprato per la sua nuova casa, uno strano oggetto che sembra richiamarlo e che provoca gravi incidenti in tutti coloro che lo maneggiano. La seconda scansione è nel secondo secolo prima di Cristo, e inizia con la vittoria di Annibale nella battaglia di Canne. Lui ritorna indietro con i ricordi per ricostruire i motivi che lo hanno spinto ad  organizzare la spedizione in Italia: si tratta di una promessa fatta ai sacerdoti della crudele dea Tanit, di portare al loro tempio una enorme quantità di oro e gioielli, in cambio della vita del proprio figlio. La terza scansione riguarda il racconto fatto in prima persona, dal figlio di Annibale, Amilcare, che descrive con lo sguardo di un bambino di nove anni, gli avvenimenti di Cartagine e della spedizione con gli elefanti. La quarta scansione è focalizzata sugli avvenimenti che si susseguono in Afghanistan, dove il figlio del protagonista, medico appena laureato, è in missione umanitaria insieme con le truppe dell’esercito italiano: qui lui da potenziale bersaglio di un attentato da parte di integralisti islamici, si trasforma in un eroe inconsapevole. La quinta scansione è focalizzata alcuni anni prima, nel paese natale del protagonista, dove un gruppo di ragazzi violenta, uccide e poi fa sparire, una ragazza di passaggio.

Angelo, il protagonista, si reca nel suo paese natale, nelle montagne del Molise, chiamato da uno dei componenti del suo gruppo di amici d’infanzia, terrorizzato dal fatto che gli altri uomini stanno morendo  uno ad uno in strani incidenti.


Il libro del bestiario veterinario

Le pagine che vi accingete a leggere, sono il frutto di una collaborazione: colleghi allegri, tristi, stupiti o esasperati, le hanno postate sul gruppo di Facebook del Bestiario Veterinario, altri colleghi sgobboni le hanno raccolte, classificate e catalogate, mentre il vostro amico sottoscritto collega nullafacente non ha fatto altro che ricopiarle qui sotto in bella calligrafia.

Va bene, ci ho messo anche del mio, ma si riconosce subito: è quella roba lunga e noiosa: se volete, potete anche saltarla a piè pari e andare avanti con le battute fulminanti e gli episodi teneri e divertenti riportati dai medici degli animali di tutta Italia e di mezza Europa. Si, perché ormai il genio italico veterinario si è espanso in giro per il mondo, portando l’arguzia e il buonumore della nostra penisola nei quattro continenti.

I diritti d'autore di questo libro vengono integragralmente versati all'Ospedale per bambini Meyer di Firenze, che ha dato il suo logo per la quarta di copertina, per lo sviluppo della Pet Therapy.

La macchina anatomica

410 d.c.  Alarico re dei Goti muore a Cosenza, durante il viaggio per raggiungere l’Egitto e viene sepolto nel letto del fiume Busento, ricoperto da un’immensa quantità d’oro, frutto del sacco di Roma.

Uno dei guerrieri barbari traccia una rudimentale mappa del luogo della sepoltura con lo scopo di recuperare il tesoro, ma non avrà mai modo di portare a termine il suo progetto e il tesoro resterà dimenticato per secoli.

Anno 1740. Carlo III di Borbone decide di costruire una reggia a Portici, proprio sui terreni confiscati ai suoi nobili oppositori, un potente gruppo affiliato alla nascente Massoneria.

Angelo, il giovane architetto napoletano che racconta in prima persona le sue vicende, è cresciuto all’ombra del suo ricco e geniale coetaneo Raimondo di Sangro, principe di Sansevero.

Angelo, inconsapevole discendente di una stirpe di conquistatori e visitato a volte da un’oscura divinità, all’inizio della narrazione si risveglia imprigionato nei sotterranei del Maschio Angioino: il suo ultimo ricordo da uomo libero torna continuamente al momento in cui mentre stava compiendo delle misurazioni nei giardini di una delle proprietà confiscate dal re sul sito di Portici, era stato colpito alle spalle. Dopo molti mesi di terribile prigionia, l’uomo riesce a fuggire con l’aiuto della strana apparizione femminile e di  Totò, il feroce coccodrillo che vive nel fossato del Maschio Angioino. Il mostro avrebbe dovuto sbranarlo facendolo sparire per sempre e invece Angelo ha stretto amicizia con lui. Il fuggitivo raggiunge fortunosamente la sua casa, ma viene subito arrestato e condotto al cospetto di re Carlo.


Lucio Sandon Via G. Cardano 39°  80055 Portici (NA) Tel: 0818828457 Cel: 3888828457  info: lucio@luciosandon.it